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Clara Monaci

Biografia

Clara Monaci

Sono nata il 23 Gennaio, pochi giorni dopo dalla famosa “gelata dell’85”, a Montevarchi, una piccola provincia del Valdarno Aretino.

Ho avuto la fortuna di crescere in aperta campagna, cosa che, congiuntamente allo stile di vita dei miei genitori e del loro interesse verso pratiche legate alla natura, ha alimentato in me un vivo e costante interesse verso il mondo della botanica e, più nello specifico, nell’impiego tradizionale delle piante a scopo curativo e preventivo. Crescendo, questa passione è andata sviluppandosi e approfondendosi, fino ad abbracciare lo studio auto-didattico concernente l’uso europeo, nella storia, di piante, preparati o dispositivi in grado di connettere l’essere umano con un “Altrove” reso accessibile da stati modificati di coscienza. Questo è stato il trampolino che automaticamente mi ha portata ad approfondire questa tematica, ampliandone la contestualizzazione geografica e, di conseguenza, antropologica. Mano a mano, attraverso letture, mi sono così avvicinata ai Mondi delle pratiche di cura tradizionali, per lo più quelle contemplanti l’assunzione di piante psicotrope o di dispositivi capaci di provocare modiche dello stato di coscienza per fini diversi: curativo/terapeutico, rituale, divinatorio,spirituale, etc. L’aspetto che contribuiva a tenere vivo il mio entusiasmo era il pensiero che fortunatamente, in altre terre, presso altri Paesi e popolazioni, ancora tutto questo era vivo, insieme ai depositari di queste conoscenze e di queste pratiche. Altrove, quindi, ancora esistevano (ed esistono) persone quotidianamente in relazione con questo tipo di sapere, a differenza -o quasi- della mia terra d’origine o, più, in generale in Europa.

Da adolescente, inoltre, la passione per i “mondi altri” mi portò a interessarmi al teatro e alla recitazione, frequentando una scuola teatrale locale per circa quattro anni. Quest’esperienza mi permise di acquisire una maggior consapevolezza delle potenzialità corporee ed espressive dell’essere umano come possibile mezzo, appunto, di messa in scena e realizzazione di uno spazio-tempo “altro”, capace di generare emozioni, comprensioni e narrazioni.

Terminato il liceo classico, decisi di iscrivermi al corso di antropologia culturale presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena: percorso che decisi di intraprendere in linea con i miei interessi personali e con la curiosità sempre provata per l’Essere Umano, la sua complessità e le culture “altre”.

Dopo la laurea triennale che conclusi con una tesi sull’uso di Ayahuasca presso gli Shuar dell’Ecuador, decisi di concedermi un anno sabbatico che mi permise di approfondire i miei interessi che negli ultimi anni si erano maggiormente focalizzati sulle pratiche di cura andino-amazzoniche.

Quest’ultima passione mi aveva già portata ad allacciare relazioni con curanderos dell’Ecuador e del Perù, sia qui in Europa che in Sud America. I viaggi hanno rappresentato senza dubbio un importante tassello riguardante il mio tipo di approccio verso queste tematiche che, da inizialmente bibliografico, si fece poi invece “reale”, esperienziale e, poco a poco “formativo”. La partecipazione diretta a rituali con piante enteogene ha costituito uno dei più importanti “clic” della mia vita, aprendomi alla possibilità di camminare su più sentieri paralleli e mai prevedibili. La nuova strada che ha visto muovere i miei primi e misteriosi passi è stata senz’altro quella della conoscenza e della cura di me stessa che ha aperto poi ed inaspettatamente la porta ad un percorso di apprendistato che mi ha visto -e mi vede tuttora- al fianco di uomini e donne di medicina non solo di tradizione andino-amazzonica, ma anche legate al Nord e al Centro America, cosa che mi ha permesso di fare esperienza di rituali come la Ricerca della Visione e del Temazcal (Capanna Sudatoria) e di ricevere l’autorizzazione per guidare quest’ultima pratica.

Questi anni di esperienze mi hanno dato la possibilità di avvicinarmi ulteriormente alla Natura, agli Elementi e alla consapevolezza delle potenzialità contenute nella possibilità di accedere ad un “altrove” in cui cura, scoperta e comprensione si legano in una spirale unica capace di darci la scelta di cambiare il nostro essere nel mondo. E’ anche grazie a questo percorso che negli anni ho maturato interesse verso la pratica del canto, come veicolo di cura, cura che si fa connessione, meditazione e espressione di sé. Ho inoltre, già da qualche anno, cominciato ad interessarmi di alimentazione naturale, praticando la macrobiotica ed uno stile di vita consapevole ed attento verso le tematiche ambientali.

Parallelamente alla mia “formazione non ufficiale” e a viaggi per lo più orientati verso il continente Sud Americano, ho ripreso gli studi accademici, proseguendo il mio percorso antropologico che ha terminato con una tesi etnografica sull’utilizzo di ayahuasca in Occidente.

Il mio “muovermi fra Mondi” mi ha poi spinto, più recentemente, a lavorare nel campo dell’accoglienza per profughi e richiedenti asilo in Toscana. Ciononostante continuo parallelamente a praticare i miei interessi verso i sistemi di cura “altri”, continuando a camminare, a scoprire, a conoscere l’Essere Umano, ad apprendere e a…muovermi fra Mondi.