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L’Albero della Vita

di Bebetta Campeti

L’Albero della Vita

Nell’iconografia di religioni e miti di tutto il mondo, l’Albero della Vita è sempre presente e spesso al centro: l’Axis Mundi che collega il mondo sotterraneo, dimora degli antenati, alla terra e al cielo, la connessione fra tutte le forme del creato.

Nell’antico Egitto l’Albero della Vita descrive gli stadi gerarchici attraverso i quali l’energia celeste discende nella manifestazione. L’Albero delle dieci Sephirot è un simbolo religioso centrale della Cabala Ebraica; nella Genesi si erge nel giardino dell’Eden, guardato a vista da un cherubino con una spada fiammeggiante. Budda siede sotto il Bodhi Tree per ottenere l’illuminazione, Krishna riposa sulle foglie dell’Eterno Baniano Gigante mentre la creazione è inondata da un ciclico diluvio.
Nella cosmologia Mesoamericana l’albero incarna le quattro direzioni cardinali. E la mappa della mitologia Norrena ruota intorno al poderoso tronco di Yggdrasil, il gran frassino magico a cui Odino si appende per ottenere la conoscenza delle rune.

All’inizio, quando si è presentata l’opportunità di esplorare questo simbolo ubiquo, mi sono tuffata nelle varie elaborazioni culturali spinta dalla voracità intellettuale. Poi mi sono accorta che era meglio guardare gli alberi reali, per capire come mai incarnano l’equilibrio del dare e del ricevere e il miracolo dell’interconnessione. Man mano che imparavo qualcosa di più sulla loro fisiologia e riflettevo su quello che gli alberi fanno per noi, ho finalmente cominciato a ringraziarli per essere come sono, silenziosi e solidi testimoni che stanno al nostro fianco da secoli e millenni, dandoci tutto quello di cui abbiamo bisogno per sostenere la vita.