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Note sul semidigiuno

dott. Paolo Toniolo

Note sul semidigiuno

Ecco alcune note sul semidigiuno, di Paolo Toniolo.

Pratiche di astensione totale o parziale dal cibo sono comuni a tutte le grandi culture, comprese quelle ebraica, cristiana, musulmana, indù e buddista. Riflettono la preistorica inevitabilità della carenza di alimenti legata alla precarietà dell’esistenza e alle grandi variazioni stagionali e climatiche nella disponibilità del cibo che hanno svolto un ruolo essenziale nel plasmare le capacità di adattamento, sopravvivenza ed evoluzione della nostra specie.

In termini di vantaggio evolutivo, la scarsità di carboidrati e di proteine costringe l’organismo a fare ricorso alle riserve di grassi e alle risorse energetiche alternative che ne derivano e di cui necessita il nostro cervello. Ciò si traduce in aumentate acuità mentale, allerta e prontezza di riflessi indispensabili per massimizzare le probabilità di successo nella ricerca di nuove fonti alimentari e di nuovi territori di caccia.

Una crescente documentazione scientifica identifica la pratica della restrizione calorica periodica come un elemento essenziale per le difese dell’organismo e, soprattutto, per mantenere, o addirittura aumentare, la nostra prestanza intellettiva.

E’ indubbio che ridurre periodicamente il consumo di carboidrati semplici e di proteine ha conseguenze importanti sulla qualità dell’invecchiamento e per ridurre il rischio delle patologie croniche tipiche della nostra era — tumori, malattie cardio e cerebrovascolari, diabete, Alzheimer, malattie autoimmuni e infiammatorie—alla cui base stanno i continui stimoli alla crescita derivati dal loro consumo eccessivo. La promessa è di aumentare le chances di una vita non importa quanto lunga ma il più possibile libera dal fardello delle malattie debilitanti. Un’ottima sintesi divulgativa è stata pubblicata da uno dei ricercatori che più hanno contribuito all’argomento (V. Longo, La Dieta della Longevità, Milano, Vallardi Editore, 2016).

Elementi essenziali della pratica di mima-digiuno sono il basso apporto calorico totale ottenuto con la drastica riduzione del consumo di glucidi semplici e di proteine, e un’attenzione particolare alle modalità di ripresa dell’alimentazione.

La pratica richiede l’investimento di 4-5 giorni almeno 3 volte all’anno per una persona con un soddisfacente equilibrio di salute e di età non avanzata e non inferiore a 20 anni. L’ideale è di effettuarla in assenza di stimoli stressanti, preferibilmente in piccoli gruppi, con supervisione medica o professionalmente competente e accompagnata da attività fisica moderata.   Consiste nel ridurre l’apporto calorico a meno di mille calorie il primo giorno e a circa 730 nei giorni seguenti (corrispondenti a un quarto dell’apporto normale) riducendo a zero il consumo di zuccheri semplici, a meno del 10% l’apporto proteico, sostanzialmente di origine vegetale, e aumentando l’apporto relativo di grassi al 55-60% delle calorie.

Un’alimentazione fondamentalmente vegetariana stimolata da varietà, sapore, freschezza, valore nutrizionale e colore. L’opportunità anche di rivalutare le proprie abitudini alimentari e farne un’occasione per modificazioni permanenti e sagge.