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Venerdì 13

di Bebetta Campeti

Venerdì 13

Venerdì 13, data considerata infausta dai superstiziosi, è in realtà un tempo dedicato alle donne, alla loro bellezza, alla loro capacità erotica e generativa.

Nelle lingue latine il quinto giorno della settimana è il giorno di Venere, dea della bellezza e dell’amore, che riassume in sé gli attributi dell’antichissima Dea Madre il cui culto era ovunque venerato in Europa e nel Mediterraneo. Nelle lingue nordiche è Friday/Freitag in omaggio a Freya, grande Dea del Nord che ha insegnato a Odino le arti magiche dei Vanir, gli antichi dei della Terra: primo fra tutti il Seidr, pratica sciamanica tradizionalmente legata alle donne, che secondo le saghe nordiche conferisce “il più grande potere”.

13 sono i cicli lunari dell’anno, così come i cicli mestruali delle donne, ed è per quest’associazione fra la dea dell’amore e il potere generativo femminile che la cultura patriarcale considera venerdì 13 un giorno pericoloso.

A causa dell’associazione arcaica fra i cicli lunari e i cicli mestruali, la luna è da sempre legata al femminile e le sue tre fasi, luna crescente, luna piena e luna calante, sono legate nell’iconografia e nel mito alle età della donna: la luna crescente alla pubertà della faciulla, la luna piena alla fertilità della madre, la luna calante alla saggezza della donna in menopausa, che è libera dalle cure familiari e può dedicarsi alla conoscenza dei misteri.

La luna incarna la ciclicità del tempo, l’eterno ritorno delle stagioni: governa i flussi delle maree, la crescita e la decrescita di tutte le cose. Il tempo lunare ci ricorda il rispecchiamento della vita umana nella natura, che non è un oggetto da sfruttare e dominare, ma un’entità vivente che va compresa, rispettata e assecondata se vogliamo che continui a sostenerci, proteggerci e nutrirci.

Il femminile, temuto per il suo potere erotico e la sua capacità di rompere gli schemi, quindi da millenni ridotto a una condizione subalterna, sta iniziando a erodere i pilastri della cultura del dominio che vuole ridurre la terra a un campo di battaglia sconvolto da sfruttamento, ingiustizia, povertà, fame, violenza. Crediamo sia utile cominciare a scoprire, attraverso queste tracce semantiche nascoste nel quotidiano, che esiste un altro modo di vedere il mondo: un approccio solidale, comprensivo, partecipativo e inter-connesso, che noi di Aurora, insieme a tante altre associazioni e comunità che crescono in tutto il mondo, siamo qui per portare avanti e disseminare.